La Festa della Repubblica non può essere soltanto una ricorrenza da celebrare. È una domanda che ogni anno torna a interpellarci: che cosa stiamo facendo, ciascuno di noi, per rendere più forte la nostra democrazia?
Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero la Repubblica dopo la tragedia della guerra, della dittatura e delle divisioni. Scelsero la libertà, la dignità della persona, il pluralismo, la partecipazione. Scelsero una Costituzione capace di mettere al centro la giustizia e la responsabilità.
Ma la Repubblica non vive di memoria soltanto. Vive delle scelte quotidiane dei cittadini. Vive quando si difende la verità contro la menzogna, quando si contrasta l’indifferenza, quando si sceglie il dialogo invece dell’odio, quando si riconosce nell’altro non un nemico ma una persona.
In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali, disuguaglianze crescenti e fragilità democratiche, abbiamo bisogno di riscoprire il valore del coraggio civile. La democrazia non è mai acquisita per sempre: chiede partecipazione, responsabilità, coscienza critica.
L’esempio di Giorgio Ambrosoli ci ricorda che servire le istituzioni significa anzitutto servire il bene comune, anche quando costa fatica, solitudine o incomprensione. E l’insegnamento dei Giusti ci mostra che ogni persona, anche nei tempi più difficili, può scegliere da che parte stare.
Celebrare la Repubblica significa allora assumersi una responsabilità: non essere spettatori del nostro tempo, ma cittadini.
Buona Festa della Repubblica.
Giuseppina Sposato
Presidente del Centro culturale Giorgio Ambrosoli
Lascia un commento