Nel celebrare il 25 aprile, data fondativa della nostra democrazia, non possiamo limitarci al ricordo. La Liberazione non è soltanto un evento storico: è una responsabilità che si rinnova ogni giorno, nel modo in cui scegliamo di stare dentro il nostro tempo.
Oggi questo tempo è attraversato da nuovi conflitti, da tensioni internazionali che sembrano riportare il mondo indietro, e da un linguaggio pubblico sempre più segnato da divisioni e contrapposizioni. In questo scenario, il rischio più grande è l’assuefazione: abituarsi alla guerra, considerarla inevitabile, smarrire il valore della pace come costruzione quotidiana.
Come Centro culturale Giorgio Ambrosoli, aderente alla rete dei Giardini dei Giusti, sentiamo il dovere di richiamare il significato profondo del messaggio dei Giusti: uomini e donne che, anche nei momenti più bui della storia, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, di difendere la dignità umana, di opporsi all’ingiustizia senza cedere all’odio.
I Giusti non sono eroi lontani. Sono esempi concreti di responsabilità individuale. Ci ricordano che, anche quando tutto sembra perduto, esiste sempre uno spazio di scelta. Ed è in quello spazio che si costruisce la pace.
Oggi più che mai, il 25 aprile ci invita a un impegno che va oltre la memoria della Resistenza: ci chiede di resistere all’indifferenza, alla semplificazione, alla logica della forza come unica risposta ai conflitti.
La pace non è un’astrazione. È un lavoro paziente, fatto di dialogo, di ascolto, di rispetto delle differenze. È una scelta che riguarda ciascuno di noi, nelle parole che usiamo, nei giudizi che esprimiamo, nelle comunità che contribuiamo a costruire.
Nel solco della testimonianza di Giorgio Ambrosoli e nel riferimento costante ai Giusti di ogni tempo, rinnoviamo il nostro impegno a promuovere una cultura della responsabilità, della legalità e della pace.
Perché la libertà conquistata il 25 aprile non sia solo un’eredità da custodire, ma una promessa da mantenere.
Giuseppina Sposato
Presidente del Centro culturale Giorgio Ambrosoli
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