Domenica 22 febbraio 2026 presso il Polo culturale “Il Mulino di Vione” la musica non è stata un intrattenimento. È stata un atto di umanità. Un respiro collettivo. Un racconto capace di attraversare la memoria, la sofferenza e la speranza di un territorio che ha scelto di riconoscersi nella bellezza condivisa.
Non è stato semplicemente un concerto. È stato un incontro tra storie, tra vite, tra sguardi che hanno trovato nella musica un linguaggio capace di dire ciò che le parole spesso non riescono a raccontare.
La serata si è aperta con un simpatico e coinvolgente dialogo tra Arnoldo Mosca Mondadori e la Sindaca Lidia Reale, che ha fortemente creduto in questa iniziativa, rendendola concretamente possibile anche grazie alla collaborazione dell’Assessora alla Cultura Daniela Gironi. Il confronto iniziale ha subito creato un clima familiare e partecipato, ricordando come il progetto culturale nasca prima di tutto dall’incontro tra persone, idee e comunità. Particolarmente emozionante è stato il ritorno di Arnoldo Mosca Mondadori sul territorio, dove in passato aveva realizzato importanti iniziative culturali come assessore alla cultura del Comune di Basiglio: abbracci, ricordi e commozione hanno trasformato questo momento in un intenso incontro tra memoria personale e memoria comunitaria.
La serata è proseguita con un momento di forte impatto emotivo grazie alla voce dell’attrice Diana Bettoja, interprete di Orazione, testo liberamente tratto da Memoria del legno di Paolo Rumiz, con la cura drammaturgica di Ciro Menale.
La voce, accompagnata dal violino e dal violoncello, ha trasformato la sala in uno spazio sospeso, quasi sacro. Orazione racconta la storia di un albero che diventa violino: la materia naturale che attraversa la vita. Prima barca di pescato, simbolo del lavoro umano e della sopravvivenza legata al mare. Poi ultima imbarcazione, quella che accompagna l’umanità in fuga verso un futuro possibile. Il legno, ferito e trasformato, è diventato musica. E la musica è diventata memoria viva.
Uno dei simboli più forti della serata è arrivato dalla storia delle barche dei migranti approdate a Lampedusa e destinate alla rottamazione, poi recuperate e trasformate in strumenti musicali dalle persone detenute nel Carcere di Opera sotto la guida di maestri liutai. Da questo gesto nasce un progetto di straordinaria forza etica e sociale promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti fondata da Arnoldo Mosca Mondadori e da Marisa Baldoni.
Nel 2022 il primo violino realizzato con questo progetto fu portato a Papa Francesco, che incoraggiò l’iniziativa come segno concreto contro la cultura dello scarto e a favore della dignità della persona.
La trasformazione del legno in musica è stata raccontata anche attraverso la mostra fotografica di Barbara Cardini e Leandro Ianniello, che hanno documentato il lavoro dei laboratori di liuteria nel carcere, mostrando mani che non distruggono ma ricostruiscono, che non chiudono ma aprono nuove possibilità di vita.
Accanto alla musica, si è distinta la partecipazione delle associazioni del territorio: il Centro Culturale Giorgio Ambrosoli, il Centro Culturale Tommaso Moro, Rovescio&Dritto, UNITRE, Solidali con e la Banca del Tempo, che hanno scelto di parlare con una sola voce, dimostrando che la cultura è prima di tutto responsabilità condivisa.
Il concerto Tempo d’incontro, eseguito dalla Piccola Orchestra dei Popoli, ha trasformato la musica in una navigazione emotiva e culturale: dai canti tradizionali greci, albanesi, turchi e libanesi fino alle tradizioni musicali indiane, siriane e algerine, arrivando alla poesia musicata di David Maria Turoldo.
Nel silenzio attento del pubblico si è percepita una forte sensazione di appartenenza collettiva. Non semplice ascolto, ma esperienza condivisa. Come il mare, anche la cultura non divide, ma unisce sponde, storie e generazioni, trasformando memoria in futuro e sofferenza in possibilità di nuova bellezza per la comunità.
Giuseppina Sposato – Presidente del Centro culturale “Giorgio Ambrosoli”





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