GIORNO DELLA MEMORIA 27 GENNAIO 2026 – PER NON DIMENTICARE

Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza del calendario civile.
È una chiamata alla coscienza.

Ricordare la Shoah significa guardare in faccia l’abisso in cui può precipitare l’umanità quando l’odio diventa legge, quando l’indifferenza prende il posto della responsabilità, quando le persone vengono ridotte a numeri, a categorie, a nemici da eliminare. La memoria non serve a rimanere nel passato, ma a difendere il presente e il futuro.

Come Centro culturale intitolato a Giorgio Ambrosoli, sentiamo in modo particolare il dovere di tenere viva questa memoria. Ambrosoli ci ha insegnato che la dignità umana, la giustizia e la fedeltà ai valori non sono parole astratte, ma scelte concrete, spesso difficili, talvolta solitarie. La sua testimonianza ci ricorda che il male prospera quando trova silenzio, e che il bene richiede coraggio.

Oggi, in un tempo segnato da nuove guerre, da linguaggi violenti, da discriminazioni che riemergono sotto forme diverse, il Giorno della Memoria ci interroga con forza: che uso facciamo delle parole? Che posto diamo all’altro? Da che parte scegliamo di stare quando la dignità viene calpestata?

Ricordare significa anche educare: educare alla complessità, al rispetto, alla responsabilità individuale. Significa trasmettere alle nuove generazioni non solo ciò che è accaduto, ma il perché è accaduto, affinché non accada di nuovo.

La memoria è un impegno quotidiano. È vigilanza, è cura, è scelta di umanità.

Con questo spirito, il Centro culturale Giorgio Ambrosoli rinnova il proprio impegno a custodire e diffondere una cultura della legalità, della giustizia e della dignità della persona, perché la memoria diventi coscienza viva e responsabilità condivisa.

Giuseppina Sposato

Presidente del Centro culturale Giorgio Ambrosoli

 

 

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*